Errore 29506 installando Sql Server Management Studio Express 2005 su Vista/Windows7 64 bit

Mi è capitato oggi di installare Sql Server Management Studio Express 2005 su una macchina Windows 7 64Bit. Dopo qualche secondo ho ottenuto l’errore:

The installer has encountered an unexpected error installing this package. This may indicate a problem with this package. The error code is 29506.

Dovevo essere proprio stanco per non capire subito la natura del problema, visto la chiara spiegazione di Microsoft riguardo la natura dell’errore, e così mi sono messo a cercare su Google. Un paio di click e ho trovato la soluzione.

Picchiandomi la mano sulla fronte al grido di “ma certo, è semplice, bastava leggere più attentamente l’errore di Microsoft!” ho applicato la soluzione, che consiste semplicemente nel lanciare il prompt dei comandi come amministratore.

Bisogna:

  • Cliccare sul menu start
  • Digitare “CMD” senza premere invio
  • Quando l’eseguibile cmd.exe appare nei risultati della ricerca, fare click con il pulsante destro del mouse e selezionare “Esegui come amministratore”
  • Una volta visualizzato il prompt dei comandi, digitare il percorso completo del pacchetto di installazione contenente il management studio e premere invio, ad esempio:
C:\Users\[IL TUO NOME UTENTE]\Downloads\SQLServer2005\_SSMSEE\_x64.msi

L’errore in parole povere era causato dal fatto che il pacchetto di installazione non veniva eseguito come amministratore.

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Abbreviazioni da tastiera del Mac

Premendo una combinazione di tasti, è possibile eseguire operazioni che generalmente richiedono un mouse, un trackpad o un altro dispositivo di input.

Per usare un’abbreviazione da tastiera, tieni premuto uno o più tasti modificatori mentre premi l’ultimo tasto dell’abbreviazione. Ad esempio, per usare l’abbreviazione Comando-C (copia), tieni premuto Comando, premi C, quindi rilascia entrambi i tasti. I menu e le tastiere Mac spesso usano dei simboli per identificare alcuni tasti, come i tasti modificatori:

  • Comando ⌘
  • Maiuscole ⇧
  • Opzione ⌥
  • Ctrl ⌃
  • Blocco maiuscole ⇪
  • Fn
Se usi una tastiera per PC Windows, utilizza il tasto Alt anziché Opzione e il tasto logo Windows anziché Comando. Alcune tastiere e abbreviazioni Mac usano dei tasti speciali nella fila superiore, che includono le icone per il volume, la luminosità del display e altre funzioni. Premi uno di questi tasti per eseguire la funzione corrispondente oppure premilo in combinazione con il tasto Fn per usarlo come F1, F2, F3 o un altro tasto funzione standard.

Per scoprire più abbreviazioni, consulta i menu dell’app in uso. Ciascuna app può avere le proprie abbreviazioni e le abbreviazioni che funzionano in un’app potrebbero non funzionare in un’altra.

Taglia, copia, incolla e altre abbreviazioni comuni

          Abbreviazione Descrizione
Comando-X Taglia: consente di rimuovere l’elemento selezionato e di copiarlo negli Appunti.
Comando-C Copia: permette di copiare l’elemento selezionato negli Appunti e funziona anche per i file nel Finder.
Comando-V Incolla: consente di incollare i contenuti degli Appunti nel documento o nell’app corrente e funziona anche per i file nel Finder.
Comando-Z Annulla: permette di annullare il comando precedente. Per eseguire di nuovo il comando annullato, è possibile premere Comando-Maiuscole-Z (Ripristina). In alcune app puoi annullare e ripristinare comandi multipli.
Comando-A Seleziona tutto: consente di selezionare tutti gli elementi.
Comando-F Cerca: permette di aprire una finestra Cerca o di cercare gli elementi in un documento.
Comando-G Cerca di nuovo: consente di cercare l’occorrenza successiva dell’elemento cercato in precedenza. Per cercare l’occorrenza precedente, premi Comando-Maiuscole-G.
Comando-H Nascondi: permette di nascondere le finestre dell’app in primo piano. Per visualizzare l’app in primo piano, ma nascondere tutte le altre app, premi Comando-Opzione-H.
Comando-M Contrai: consente di ridurre a icona la finestra in primo piano sul Dock. Per ridurre a icona tutte le finestre dell’app in primo piano, premi Comando-Opzione-M.
Comando-N Nuovo: permette di aprire un nuovo documento o una nuova finestra.
Comando-O Apri: consente di aprire l’elemento selezionato o una finestra di dialogo per selezionare un file da aprire.
Comando-P Stampa: permette di stampare il documento corrente.
Comando-S Salva: consente di salvare il documento corrente.
Comando-W Chiudi: permette di chiudere la finestra in primo piano. Per chiudere tutte le finestre dell’app, premi Comando-Opzione-W.
Comando-Q Esci: consente di uscire dall’app.
Comando-Opzione-Esc Uscita forzata: permette di scegliere un’app e di forzarne la chiusura. In alternativa tieni premuti Comando-Maiuscole-Opzione-Esc per 3 secondi per forzare la chiusura solo dell’app in primo piano.
Comando-Barra spaziatrice Spotlight: consente di mostrare o nascondere il campo di ricerca Spotlight. Per eseguire una ricerca Spotlight da una finestra del Finder, premi Comando-Opzione-Barra spaziatrice. Se usi più sorgenti di input per scrivere in altre lingue, queste abbreviazioni consentono di cambiare sorgente di input anziché visualizzare Spotlight.
Barra spaziatrice Visualizzazione rapida: permette di usare Visualizzazione rapida per eseguire l’anteprima dell’elemento selezionato.
Comando-Tabulatore Cambia app: consente di passare all’app successiva più usata di recente tra le app aperte.
Comando-Maiuscole-Tilde (~) Cambia finestre: permette di passare alla finestra successiva più usata di recente dell’app in primo piano.
Comando-Maiuscole-3 Istantanea schermo: consente di acquisire un’istantanea dell’intera schermata.Scopri altre abbreviazioni per l’acquisizione di istantanee.
Comando-Virgola (,) Preferenze: permette di aprire le preferenze dell’app in primo piano.

Abbreviazioni per stop, logout e spegnimento

               Abbreviazione Descrizione
Pulsante di accensione Tocca per accendere il Mac o per riattivarlo dallo stato di stop.
Tieni premuto per 1,5 secondi mentre il Mac è attivo per visualizzare una finestra di dialogo in cui viene chiesto se riavviare, mettere in stato di stop o arrestare il computer. Se non vuoi aspettare 1,5 secondi, premi Ctrl-Pulsante di accensione o Ctrl-Tasto di espulsione dei supporti  .
Tieni premuto per 5 secondi per forzare lo spegnimento del Mac.
Comando-Ctrl-Pulsante di accensione Consente di forzare il riavvio del Mac.
Maiuscole-Ctrl-(Pulsante di accensione o Tasto di espulsione dei supporti ) Consente di mettere i display in stato di stop.
Comando-Ctrl-Tasto di espulsione dei supporti  Permette di chiudere tutte le app, quindi di riavviare il Mac. Se sono presenti eventuali documenti con modifiche non salvate, ti verrà chiesto se desideri salvarle.
Comando-Opzione-Ctrl-(Pulsante di accensione o Tasto di espulsione dei supporti) Consente di chiudere tutte le app, quindi di arrestare il Mac. Se sono presenti eventuali documenti con modifiche non salvate, ti verrà chiesto se desideri salvarle.
Comando-Maiuscole-Q Permette di eseguire il logout dell’account utente OS X. Ti verrà chiesto di confermare.
Comando-Maiuscole-Opzione-Q Consente di eseguire il logout dell’account utente OS X immediatamente, senza che ti venga chiesto di confermare.

Abbreviazioni per i documenti

               Abbreviazione Descrizione
Comando-B Permette di applicare il grassetto al testo selezionato oppure di attivare o disattivare il grassetto.
Comando-I Consente di applicare il corsivo al testo selezionato oppure di attivare o disattivare il corsivo.
Comando-U Permette di sottolineare il testo selezionato oppure di attivare o disattivare la sottolineatura del testo.
Comando-T Consente di mostrare o nascondere la finestra Font.
Comando-D Permette di selezionare la cartella Scrivania all’interno di una finestra di dialogo Apri o Salva.
Comando-Ctrl-D Consente di mostrare o nascondere la definizione della parola selezionata.
Comando-Maiuscole-Due punti (:) Permette di visualizzare la finestra Ortografia e grammatica.
Comando-Punto e virgola (;) Consente di individuare le parole con errori di ortografia all’interno del documento.
Opzione-Cancella Permette di eliminare la parola a sinistra del punto di inserimento.
Ctrl-H Consente di eliminare il carattere a sinistra del punto di inserimento. In alternativa usa Cancella.
Ctrl-D Permette di eliminare il carattere a destra del punto di inserimento. In alternativa usa Fn-Cancella.
Fn-Cancella Consente di eliminare in avanti sulle tastiere che non dispongono di un tasto Cancella avanti  . In alternativa usa Ctrl-D.
Ctrl-K Permette di eliminare il testo compreso tra il punto di inserimento e la fine della riga o del paragrafo.
Comando-Cancella Consente di selezionare Elimina o Non salvare in una finestra di dialogo che contiene un pulsante Elimina o Non salvare.
Fn-Freccia su Inizio pagina: permette di scorrere in alto di una pagina.
Fn-Freccia giù Fine pagina: consente di scorrere in basso di una pagina.
Fn-Freccia sinistra Inizio: permette di scorrere all’inizio di un documento.
Fn-Freccia destra Fine: consente di scorrere alla fine di un documento.
Comando-Freccia su Permette di spostare il punto di inserimento all’inizio del documento.
Comando-Freccia giù Consente di spostare il punto di inserimento alla fine del documento.
Comando-Freccia sinistra Permette di spostare il punto di inserimento all’inizio della riga corrente.
Comando-Freccia destra Consente di spostare il punto di inserimento alla fine della riga corrente.
Opzione-Freccia sinistra Permette di spostare il punto di inserimento all’inizio della parola precedente.
Opzione-Freccia destra Consente di spostare il punto di inserimento alla fine della parola successiva.
Comando-Maiuscole-Freccia su Permette di selezionare il testo compreso tra il punto di inserimento e l’inizio del documento.
Comando-Maiuscole-Freccia giù Consente di selezionare il testo compreso tra il punto di inserimento e la fine del documento.
Comando-Maiuscole-Freccia sinistra Permette di selezionare il testo compreso tra il punto di inserimento e l’inizio della riga corrente.
Comando-Maiuscole-Freccia destra Consente di selezionare il testo compreso tra il punto di inserimento e la fine della riga corrente.
Maiuscole-Freccia su Permette di estendere la selezione del testo fino al carattere più vicino nella stessa posizione orizzontale sulla riga precedente.
Maiuscole-Freccia giù Consente di estendere la selezione del testo fino al carattere più vicino nella stessa posizione orizzontale sulla riga successiva.
Maiuscole-Freccia sinistra Permette di estendere la selezione del testo di un carattere verso sinistra.
Maiuscole-Freccia destra Consente di estendere la selezione del testo di un carattere verso destra.
Maiuscole-Opzione-Freccia su Permette di estendere la selezione del testo fino all’inizio del paragrafo corrente quindi, premendo di nuovo, fino all’inizio del paragrafo successivo.
Maiuscole-Opzione-Freccia giù Consente di estendere la selezione del testo fino alla fine del paragrafo corrente quindi, premendo di nuovo, fino alla fine del paragrafo successivo.
Maiuscole-Opzione-Freccia sinistra Permette di estendere la selezione del testo fino all’inizio della parola corrente, quindi, premendo di nuovo, fino all’inizio della parola successiva.
Maiuscole-Opzione-Freccia destra Consente di estendere la selezione fino alla fine della parola corrente quindi, premendo di nuovo, fino alla fine della parola successiva.
Ctrl-A Permette di spostarsi all’inizio della riga o del paragrafo.
Ctrl-E Consente di spostarsi alla fine della riga o del paragrafo.
Ctrl-F Permette di spostarsi avanti di un carattere.
Ctrl-B Consente di spostarsi indietro di un carattere.
Ctrl-L Permette di centrare il cursore o la selezione nell’area visibile.
Ctrl-P Consente di passare alla riga precedente.
Ctrl-N Permette di passare alla riga successiva.
Ctrl-O Consente di inserire una nuova riga dopo il punto di inserimento.
Ctrl-T Permette di invertire il carattere prima del punto di inserimento con quello dopo.
Comando-Parentesi graffa aperta ({) Consente di allineare a sinistra.
Comando-Parentesi graffa chiusa (}) Permette di allineare a destra.
Comando-Maiuscole-Barra verticale (|) Consente di allineare al centro.
Comando-Opzione-F Permette di spostarsi al campo di ricerca.
Comando-Opzione-T Consente di mostrare o nascondere una barra degli strumenti nell’app.
Comando-Opzione-C Copia stile: permette di copiare le impostazioni di formattazione dell’elemento selezionato negli Appunti.
Comando-Opzione-V Incolla stile: consente di applicare lo stile copiato all’elemento selezionato.
Comando-Maiuscole-Opzione-V Incolla e mantieni lo stile: permette di applicare lo stile del contenuto circostante all’elemento incollato all’interno di tale contenuto.
Comando-Opzione-I Consente di mostrare o nascondere la finestra inspector.
Comando-Maiuscole-P Formato di stampa: permette di visualizzare una finestra per la selezione delle impostazioni del documento.
Comando-Maiuscole-S Consente di visualizzare la finestra di dialogo Salva col nome o di duplicare il documento corrente.
Comando-Maiuscole-
Segno meno (-)
Permette di ridurre le dimensioni dell’elemento selezionato.
Comando-Maiuscole-
Segno più (+)
Consente di aumentare le dimensioni dell’elemento selezionato. Comando-Segno uguale (=) permette di eseguire la stessa funzione.
Comando-Maiuscole-
Punto interrogativo (?)
Consente di aprire il menu Aiuto.

Abbreviazioni del Finder

          Abbreviazione Descrizione
Comando-D Permette di duplicare i file selezionati.
Comando-E Consente di espellere il disco o il volume selezionato.
Comando-F Permette di avviare una ricerca Spotlight nella finestra del Finder.
Comando-I Consente di mostrare la finestra Ottieni informazioni per un file selezionato.
Comando-Maiuscole-C Permette di aprire la finestra Computer.
Comando-Maiuscole-D Consente di aprire la cartella Scrivania.
Comando-Maiuscole-F Permette di aprire la finestra Tutti i miei file.
Comando-Maiuscole-G Consente di aprire la finestra Vai alla cartella.
Comando-Maiuscole-H Permette di aprire la cartella Inizio dell’account utente OS X corrente.
Comando-Maiuscole-I Consente di aprire iCloud Drive.
Comando-Maiuscole-K Permette di aprire la finestra Network.
Comando-Opzione-L Consente di aprire la cartella Download.
Comando-Maiuscole-O Permette di aprire la cartella Documenti.
Comando-Maiuscole-R Consente di aprire la finestra AirDrop.
Comando-Maiuscole-T Consente di aggiungere l’elemento del Finder selezionato al Dock (OS X Mountain Lion o versioni precedenti)
Comando-Maiuscole-Ctrl-T Consente di aggiungere l’elemento del Finder selezionato al Dock (OS X Mavericks o versioni successive)
Comando-Maiuscole-U Permette di aprire la cartella Utility.
Comando-Opzione-D Consente di mostrare o nascondere il Dock. Questa abbreviazione spesso funziona anche quando non ti trovi nel Finder.
Comando-Ctrl-T Permette di aggiungere l’elemento selezionato alla barra laterale (OS X Mavericks o versioni successive).
Comando-Opzione-P Consente di nascondere o mostrare la barra del percorso nelle finestre del Finder.
Comando-Opzione-S Permette di nascondere o mostrare la barra laterale nelle finestre del Finder.
Comando-Barra (/) Consente di nascondere o mostrare la barra di stato nelle finestre del Finder.
Comando-J Permette di mostrare le opzioni Vista.
Comando-K Consente di aprire la finestra Connessione al server.
Comando-L Permette di creare un alias dell’elemento selezionato.
Comando-N Consente di aprire una nuova finestra del Finder.
Comando-Maiuscole-N Permette di creare una nuova cartella.
Comando-Opzione-N Consente di creare una nuova cartella smart.
Comando-R Permette di mostrare il file originale per l’alias selezionato.
Comando-T Consente di mostrare o nascondere la barra dei pannelli quando nella finestra del Finder corrente è aperto un singolo pannello.
Comando-Maiuscole-T Permette di mostrare o nascondere un pannello del Finder.
Comando-Opzione-T Consente di mostrare o nascondere la barra degli strumenti quando nella finestra del Finder corrente è aperto un singolo pannello.
Comando-Opzione-V Sposta: permette di spostare i file negli Appunti dalla posizione originale alla posizione corrente.
Comando-Opzione-Y Consente di visualizzare una presentazione dei file selezionati conVisualizzazione rapida.
Comando-Y Permette di usare Visualizzazione rapida per eseguire l’anteprima dei file selezionati.
Comando-1 Consente di visualizzare gli elementi in una finestra del Finder come icone.
Comando-2 Permette di visualizzare gli elementi in una finestra del Finder come elenco.
Comando-3 Consente di visualizzare gli elementi in una finestra del Finder in colonne.
Comando-4 Permette di visualizzare gli elementi in una finestra del Finder con Cover Flow.
Comando-Parentesi quadra aperta ([) Consente di spostarsi alla cartella precedente.
Comando-Parentesi quadra chiusa (]) Permette di spostarsi alla cartella successiva.
Comando-Freccia su Consente di aprire la cartella che contiene la cartella corrente.
Comando-Ctrl-Freccia su Permette di aprire in una nuova finestra la cartella che contiene la cartella corrente.
Comando-Freccia giù Consente di aprire l’elemento selezionato.
Comando-Mission Control Permette di mostrare la Scrivania. Questa abbreviazione funziona anche quando non ti trovi nel Finder.
Comando-Luminosità su Consente di attivare o disattivare la modalità monitor di destinazione.
Comando-Luminosità giù Permette di attivare o disattivare la duplicazione dello schermo quando il Mac è collegato a più di un display.
Freccia destra Consente di aprire la cartella selezionata. Questa abbreviazione funziona solo in vista elenco.
Freccia sinistra Permette di chiudere la cartella selezionata. Questa abbreviazione funziona solo in vista elenco.
Opzione-Doppio clic Consente di aprire una cartella in una finestra separata e di chiudere la finestra corrente.
Comando-Doppio clic Permette di aprire una cartella in un pannello separato o in una finestra separata.
Comando-Cancella Consente di spostare l’elemento selezionato nel Cestino.
Comando-Maiuscole-Cancella Permette di svuotare il Cestino.
Comando-Maiuscole-Opzione-Cancella Consente di svuotare il Cestino senza visualizzare la finestra di dialogo di conferma.
Comando-Y Permette di usare Visualizzazione rapida per eseguire l’anteprima dei file.
Opzione-Luminosità su Consente di aprire le preferenze Monitor. Questa abbreviazione funziona con uno qualsiasi dei tasti Luminosità.
Opzione-Mission Control Permette di aprire le preferenze Mission Control.
Opzione-Volume su Consente di aprire le preferenze Suono. Questa abbreviazione funziona con uno qualsiasi dei tasti Volume.
Tasto Comando durante il trascinamento Permette di spostare l’elemento trascinato in un altro volume o in un’altra posizione. Il puntatore cambia durante il trascinamento dell’elemento.
Tasto Opzione durante il trascinamento Consente di copiare l’elemento trascinato. Il puntatore cambia durante il trascinamento dell’elemento.
Comando-Opzione durante il trascinamento Permette di creare un alias dell’elemento trascinato. Il puntatore cambia durante il trascinamento dell’elemento.
Opzione-Clic su un triangolo di apertura Consente di aprire tutte le cartelle all’interno della cartella selezionata. Questa abbreviazione funziona solo in vista elenco.
Comando-Clic sul titolo di una finestra Permette di visualizzare le cartelle che contengono la cartella corrente.

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Combinazioni di tasti per l‘avvio

Alcune funzioni del Mac sono disponibili tenendo premuti determinati tasti durante l’avvio.

Non appena accendi il Mac e avverti il segnale acustico, tieni premuti i tasti. Continua a tenerli premuti fino a quando non si verifica il comportamento descritto. Queste combinazioni funzionano con i computer Mac basati su Intel.

Tieni premuti questi tasti durante l’avvio Descrizione
Maiuscole ⇧ Esegui l’avvio in modalità sicura.
Opzione ⌥ Esegui l’avvio con Startup Manager.
C Esegui l’avvio da un’unità CD, DVD o da una chiavetta USB avviabile (ad esempio un supporto di installazione OS X).
D Esegui l’avvio con Apple Hardware Test o Apple Diagnostics, a seconda del Mac in uso.
Opzione-D Esegui l’avvio con Apple Hardware Test o Apple Diagnosticstramite internet.
N Esegui l’avvio da un server NetBoot compatibile.
Opzione-N Esegui l’avvio da un server NetBoot con l’immagine di default di avvio.
Comando (⌘)-R Esegui l’avvio da OS X Recovery.
Comando-Opzione-R Esegui l’avvio da OS X Recovery tramite internet.
Comando-Opzione-P-R Reimposta la NVRAM. Rilascia i tasti dopo aver avvertito di nuovo il segnale acustico di avvio.
Comando-S Esegui l’avvio in modalità utente singolo.
T Esegui l’avvio in modalità disco di destinazione.
X Esegui l’avvio da un volume di avvio di OS X, se di solito il Mac si avvia da un volume di avvio non OS X.
Comando-V Esegui l’avvio in modalità dettagliata.
Tasto di espulsione (⏏), F12, pulsante del mouse o pulsante del trackpad
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Reset SMC e PRAM del Mac, come si effettua e perché

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Qualche volta, capita di leggere che -per risolvere questo o quel problema su mac- è necessario effettuare un reset della PRAM o dell’SMC. Se vi stavate domandate come si effettuino e soprattutto a cosa servano, eccovi accontentati.

Cosa sono SMC e PRAM

Il system management controller, o SMC, è il chip saldato sulla scheda logica di ogni Mac che controlla il funzionamento di cose come i LED, le ventole, le tastiere e le altre periferiche connesse, nonché i pulsanti di accensione/spegnimento. E a lui che viene demandata parte della gestione dei dischi, del controllo consumi e dello sleep.

I parametri con cui viene configurato sono conservati nella PRAM, che tra l’altro conserva anche i valori del volume, le impostazioni di luminosità dello schermo, la data e l’ora e molti altri valori di sistema. E per impedire che queste informazioni si volatilizzino quando spegnete il computer, è alimentata da una piccola batteria integrata.

Quando effettuare il reset?

Quando l’SMC inizia a comportarsi in modo anomalo, sul Mac possono accadere diversi fenomeno curiosi, tra cui:

    • La batteria, il caricabatterie o le luci della batteria vanno per i fatti loro
    • Il Mac non si accende quando sollevate lo schermo
    • Non si avvia la retroilluminazione della tastiera
    • Il trackpad non funziona o funziona in modo erratico
    • Le ventole vanno a velocità elevate senza giustificazione
    • Il Mac non si connette al WiFi o si rifiuta di accendersi
    • Ci sono problemi con la Modalità Target
    • Le icone saltellano nel Dock all’infinito quando vengono aperte
    • Si verificano rallentamenti durante l’uso o lo spegnimento del Mac

Quando è la PRAM ad avere problemi, invece, càpitano cose tipo:

    • Il Volume non risponde ai comandi
    • Manca un volume di avvio (punto interrogativo all’avvio)
    • Il cursore del mouse si comporta in modo anomalo
    • Non si riesce a modificare l’ora o il fuso orario, o la risoluzione del display
    • Problemi con la connettività o la scheda Airport
    • Si verificano rallentamenti durante l’uso o lo spegnimento del Mac

 

Come si resetta PRAM e SMC

In generale, il reset non comporta la perdita di dati o problemi; per cui, se il Mac vi sembra strano, non abbiate timore di usare questi strumenti. Sono i primi interventi che fanno anche i Genius all’Apple Store.

Il Reset della PRAM è molto semplice: basta tenere contemporaneamente premuti i tasti Comando+Opzione+P+R all’avvio, attendere due o tre “boing” iniziali e il gioco è fatto.

Il Reset dell’SMC invece agisce a un livello più profondo, e richiede un po’ più che una combinazione di tasti. Sono possibili le seguenti casistiche:

MacBook con batteria removibile:

    • Staccare batteria e caricabatteria
    • Premere per 5 secondi il pulsante di accensione
    • Rimettere a posto la batteria e avviare il Mac

 

MacBook senza batteria removibile:

    • Spegnere il computer
    • Collegare al caricabatterie
    • Premere contemporaneamente Maiuscolo+Ctrl+Alt e rilasciarle allo stesso tempo
    • Riaccendere il computer

 

Mac Pro, iMac, Mac mini Intel e Xserve:

    • Spegnere il Mac
    • Staccare l’alimentazione
    • Aspettare 15 secondi
    • Ricollegare la corrente e avviare

 

Se neppure questo risolve i vostri problemi, allora c’è qualcosa che non va di più sostanzioso; potrebbe trattarsi di un problema software (quindi sempre risolvibile) oppure di un difetto hardware. In quel caso, la visitina all’Apple Store è altamente consigliabile.

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Crystal Report Export To PDF Error : Operation not yet implemented

You may try the below, it worked well for me.

For Windows 7 or windows 8.1:

Uninstall Update for Microsoft Windows(KB3102429) (Control Panel – Program & Features – View installed updates and Search for KB3102429, right click and uninstall)

 

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MCP23017

In this article we discuss how to use the Microchip MCP23017 16-bit serial expander with I2C serial interface. This 28-pin IC offers sixteen inputs or outputs – and up to eight of the ICs can be used on one I2C bus… offering a maximum of 128 extra I/O ports. A few people may be thinking “Why not just get an Arduino Mega2560?” – a good question. However you may have a distance between the Arduino and the end-point of the I/O pins – so with these ICs you can run just four wires instead of a lot more; save board space with custom designs, and preserve precious digital I/O pins for other uses. Plus I think the I2C bus is underappreciated! So let’s get started…
   
At this point you should also download yourself a copy of data sheet – it will be referred to several times, and very useful for reference and further reading. Furthermore if you are not familiar with Arduino and the I2C bus, please familiarise yourself with the I2C tutorials parts one and two. The MCP23017 can be quite simple or complex to understand, so the goal of this article is to try and make it as simple as possible. After reading this you should have the knowledge and confidence to move forward with using a MCP23017.

 
The sixteen I/O ports are separated into two ‘ports’ – A (on the right) and B (on the left. Pin 9 connects to 5V, 10 to GND, 11 isn’t used, 12 is the I2C bus clock line (Arduino Uno/Duemilanove analogue pin 5, Mega pin 21), and 13 is the I2C bus data line (Arduino Uno/Duemailnove analogue pin 4, Mega pin 20). External pull-up resistors should be used on the I2C bus – in our examples we use 4.7k ohm values. Pin 14 is unused, and we won’t be looking at interrupts, so ignore pins 19 and 20. Pin 18 is the reset pin, which is normally high – therefore you ground it to reset the IC. So connect it to 5V!

Finally we have the three hardware address pins 15~17. These are used to determine the I2C bus address for the chip. If you connect them all to GND, the address is 0x20. If you have other devices with that address or need to use multiple MCP23017s, see figure 1-2 on page eight of the data sheet. You can alter the address by connecting a combination of pins 15~17 to 5V (1) or GND (0). For example, if you connect 15~17 all to 5V, the control byte becomes 0100111 in binary, or 0x27 in hexadecimal.

Next, here is a basic schematic illustrating how to connect an MCP23017 to a typical Arduino board. It contains the minimum to use the IC, without any sensors or components on the I/O pins:

  
Now to examine how to use the IC in our sketches.

As you should know by now most I2C devices have several registers that can be addressed. Each address holds one byte of data that determines various options. So before using we need to set whether each port is an input or an output. First, we’ll examine setting them as outputs. So to set port A to outputs, we use:

Wire.beginTransmission(0x20);
Wire.write(0x00); // IODIRA register

Wire.write(0x00); // set all of port A to outputs

Wire.endTransmission();

Then to set port B to outputs, we use:
Wire.beginTransmission(0x20);

Wire.write(0x01); // IODIRB register

Wire.write(0x00); // set all of port B to outputs

Wire.endTransmission();

So now we are in void loop() or a function of your own creation and want to control some output pins. To control port A, we use:
Wire.beginTransmission(0x20);

Wire.write(0x12); // address port A

Wire.write(??); // value to send

Wire.endTransmission();

To control port B, we use:
Wire.beginTransmission(0x20);

Wire.write(0x13); // address port B

Wire.write(??); // value to send

Wire.endTransmission();

… replacing ?? with the binary or equivalent hexadecimal or decimal value to send to the register.

To calculate the required number, consider each I/O pin from 7 to 0 matches one bit of a binary number – 1 for on, 0 for off. So you can insert a binary number representing the status of each output pin. Or if binary does your head in, convert it to hexadecimal. Or a decimal number. So for example, you want pins 7 and 1 on. In binary that would be 10000010, in hexadecimal that is 0x82, or 130 decimal. (Using decimals is convenient if you want to display values from an incrementing value or function result).
  

The sixteen I/O ports are separated into two ‘ports’ – A (on the right) and B (on the left. Pin 9 connects to 5V, 10 to GND, 11 isn’t used, 12 is the I2C bus clock line (Arduino Uno/Duemilanove analogue pin 5, Mega pin 21), and 13 is the I2C bus data line (Arduino Uno/Duemailnove analogue pin 4, Mega pin 20). External pull-up resistors should be used on the I2C bus – in our examples we use 4.7k ohm values. Pin 14 is unused, and we won’t be looking at interrupts, so ignore pins 19 and 20. Pin 18 is the reset pin, which is normally high – therefore you ground it to reset the IC. So connect it to 5V!

Finally we have the three hardware address pins 15~17. These are used to determine the I2C bus address for the chip. If you connect them all to GND, the address is 0x20. If you have other devices with that address or need to use multiple MCP23017s, see figure 1-2 on page eight of the data sheet. You can alter the address by connecting a combination of pins 15~17 to 5V (1) or GND (0). For example, if you connect 15~17 all to 5V, the control byte becomes 0100111 in binary, or 0x27 in hexadecimal.

Next, here is a basic schematic illustrating how to connect an MCP23017 to a typical Arduino board. It contains the minimum to use the IC, without any sensors or components on the I/O pins:
Now to examine how to use the IC in our sketches.

As you should know by now most I2C devices have several registers that can be addressed. Each address holds one byte of data that determines various options. So before using we need to set whether each port is an input or an output. First, we’ll examine setting them as outputs. So to set port A to outputs, we use:
Wire.beginTransmission(0x20);

Wire.write(0x00); // IODIRA register

Wire.write(0x00); // set all of port A to outputs

Wire.endTransmission();

Then to set port B to outputs, we use:
Wire.beginTransmission(0x20);

Wire.write(0x01); // IODIRB register

Wire.write(0x00); // set all of port B to outputs

Wire.endTransmission();

So now we are in void loop() or a function of your own creation and want to control some output pins. To control port A, we use:
Wire.beginTransmission(0x20);

Wire.write(0x12); // address port A

Wire.write(??); // value to send

Wire.endTransmission();

To control port B, we use:
Wire.beginTransmission(0x20);

Wire.write(0x13); // address port B

Wire.write(??); // value to send

Wire.endTransmission();

… replacing ?? with the binary or equivalent hexadecimal or decimal value to send to the register.

To calculate the required number, consider each I/O pin from 7 to 0 matches one bit of a binary number – 1 for on, 0 for off. So you can insert a binary number representing the status of each output pin. Or if binary does your head in, convert it to hexadecimal. Or a decimal number. So for example, you want pins 7 and 1 on. In binary that would be 10000010, in hexadecimal that is 0x82, or 130 decimal. (Using decimals is convenient if you want to display values from an incrementing value or function result).

Although that may have seemed like a simple demonstration, it was created show how the outputs can be used. So now you know how to control the I/O pins set as outputs. Note that you can’t source more than 25 mA of current from each pin, so if switching higher current loads use a transistor and an external power supply and so on.

Now let’s turn the tables and work on using the I/O pins as digital inputs. The MCP23017 I/O pins default to input mode, so we just need to initiate the I2C bus. Then in the void loop() or other function all we do is set the address of the register to read and receive one byte of data.

For our next example, we have our basic sketch as described at the start of this article using four normally-open buttons (once again using the ‘button board‘) which are connected to port B inputs 0~3. Consider the first five lines of void loop() in the following example:

/*
 Example 41.2 – Microchip MCP23017 with Arduino

 http://tronixstuff.com/tutorials > chapter 41

 John Boxall | CC by-sa-nc

 */

// pins 15~17 to GND, I2C bus address is 0x20

#include “Wire.h”

byte inputs=0;

void setup()

{

 Serial.begin(9600);

 Wire.begin(); // wake up I2C bus

}

void loop()

{

 Wire.beginTransmission(0x20);

 Wire.write(0x13); // set MCP23017 memory pointer to GPIOB address

 Wire.endTransmission();

 Wire.requestFrom(0x20, 1); // request one byte of data from MCP20317

 inputs=Wire.read(); // store the incoming byte into “inputs”

 if (inputs>0) // if a button was pressed

 {

 Serial.println(inputs, BIN); // display the contents of the GPIOB register in binary

 delay(200); // for debounce

 }

}

In this example void loop() sends the GPIOB address (0x13) to the IC. Then using Wire.requestFrom() it asks for one byte of data from the IC – the contents of the register at 0x13. This byte is stored in the variable inputs. Finally if inputs is greater than zero (i.e. a button has been pressed) the result is sent to the serial monitor window and displayed in binary. We display it in binary as this represents the state of the inputs 0~7. Here is an example of pressing the buttons 1, 2, 3 then 4 – three times:
And as we are reading eight inputs at once – you can detect multiple keypresses. The following is an example of doing just that:
As you can see pressing all four buttons returned 1111, or the first and third returned 101. Each combination of highs and lows on the inputs is a unique 8-bit number that can also be interpreted in decimal or hexadecimal. And if you wanted to read all sixteen inputs at once, just request and store two bytes of data instead of one.

For our last example – a demonstration of using port A as outputs and port B as inputs. Four LEDs with matching resistors are connected to port A outputs 0~3, with the buttons connected as per example 41.2. Here is the sketch:

/*
 Example 41.3 – Microchip MCP23017 with Arduino

 http://tronixstuff.wordpress.com/tutorials > chapter 41

 John Boxall | CC by-sa-nc

*/

 

// pins 15~17 to GND, I2C bus address is 0x20

#include “Wire.h”

byte inputs=0;

 

void setup()

{

  Serial.begin(9600);

  Wire.begin(); // wake up I2C bus

 

  Wire.beginTransmission(0x20);

  Wire.write(0x00); // IODIRA register

  Wire.write(0x00); // set all of bank A to outputs

  Wire.endTransmission();

}

 

void loop()

{

  // read the inputs of bank B

  Wire.beginTransmission(0x20);

  Wire.write(0x13);

  Wire.endTransmission();

  Wire.requestFrom(0x20, 1);

  inputs=Wire.read();

 

  // now send the input data to bank A

  Wire.beginTransmission(0x20);

  Wire.write(0x12); // GPIOA

  Wire.write(inputs); // bank A

  Wire.endTransmission();

  delay(200); // for debounce

}

By now there shouldn’t be any surprises in the last example – it receives a byte that represents port B, and sends that byte out to port A to turn on the matching outputs and LEDs. 

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TP4056

Con questo piccolo modulo dotato di porta micro USB è possibile caricare qualsiasi batteria Li-Ion / LiPo fino a 1000 mAh.Il modulo utilizza il controller TP4056 che permette una corrente di carica 1000mA di default; questa può comunque venire regolata da 50 mA a 1000 mA saldando una resistenza.

Il TP4056 IC è un caricabatterie lineare AC/DC per batterie a singole celle ai polimeri di litio e ioni di litio (Li-Ion / LiPo). Il suo package SOP-8 e il basso numero di componenti esterni rendono il TP4056 ideale per applicazioni portatili.
Specifiche tecniche:

Metodo: carica lineare 1%

Corrente di carica: 1A regolabile (attraverso RPROG)

Precisione quantità di carica: 1,5%

Tensione in ingresso: 4.5V-5.5V

Tensione di carica completa: 4.2V

Indicatore LED: rosso – in carica / verde – carica completa

Interfaccia di input: Micro USB

Temperatura di funzionamento: -10 ℃ a + 85 ℃

Inversione di polarità: non ammessa
Dimensioni: 25x19x10 mm
Quando si carica una batteria si raccomanda di impostare la corrente (in mA) sul 37-40% della capacità della batteria. Ad esempio, se si carica una batteria di capacità di 1000mAh, è necessario regolare la resistenza in un modo che la corrente sia di circa 370mA-400mA. 

La resistenza saldata di default è 1.2K Ohm. Utilizzare la seguente tabella di valori di resistenza e di corrente per saldare la resistenza in base alla corrente richiesta.

   
 
   

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Rolling code

Il “Rolling Code”, dall’inglese codice rotante, è una tecnologia utilizzata nella trasmissione di codici a prevenzione dei tentativi di replica da parte di terzi non autorizzati.
Questo sistema è tipicamente utilizzato nelle aperture di garage, tapparelle, porte blindate, e altri tipi di chiusure automatiche di un edificio.
Il rolling-code è certamente più sicuro, perché ogni segnale inviato non ha un codice univoco (determinato dall’impostazione dei dip-switch) e perciò non è teoricamente ripetibile.
L’encoder Microchip è una sorta di microcontrollore che genera, ad ogni attivazione, una stringa di 66 bit, dei quali i primi 28 formano il codice fisso, 32 quello variabile, e 6 trasmettono le informazioni per la risincronizzazione con il ricevitore. Tale struttura
è imposta da un algoritmo chiamato KeeLoq , che in questa sede spieghiamo sommariamente: ad ogni trasmissione, ovvero tutte le volte che viene premuto un tasto del telecomando, l’encoder produce il suo codice digitale, cioè l’insieme di tre gruppi di dati, dei quali il primo è fisso e caratteristico, e consiste in 28 bit programmabili dall’esterno serialmente mediante un apposito piedino; il secondo blocco è fatto da 32 bit che sono diversi ad ogni trasmissione, nel senso che ogni volta che si invia il segnale cambia la combinazione. Cambia secondo un preciso algoritmo non lineare determinato dall’unità di elaborazione interna sulla base del predetto codice fisso, nonché in funzione della chiave criptata scritta in memoria. Ciò permette di produrre integrati semi-custom, ovvero differenti partite di encoder da vendere poi ai vari produttori di radiocomandi, senza il rischio che i dispositivi di un cliente emettano codici abilitati a comandare i ricevitori commercializzati da un altro. Attraverso i predetti codici si avvia la generazione, quindi la sua scrittura nella EEPROM riservata allo scopo: questa chiave è poi quella che determina l’algoritmo di variazione dei 32 bit “hopping” della stringa di dati emessa ad ogni trasmissione.

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Le strutture nel VB.NET

Cosa sono

Le strutture nel VB.NET non sono altro che l’ equivalente delle variabili personalizzate nel VB6 (per chi le conosce). Queste permettono di immagazzinare dati a seconda dell’ esigenza, ma si può capire meglio con un esempio pratico.

Mettiamo di volere memorizzare dei dati in tre variabili riguardanti lo stesso argomento:

CODICE
Dim MioNome As String
Dim MiaEtà As Integer
Dim MiaAbitazione As Integer

MioNome = “Michelangelo”
MiaEtà = 15
MiaAbitazione = “Via Fasulla 123”

Non sarebbe più comodo fare tutto questo con un unica variabile?

Dichiarazione

La sintassi per la dichiarazione è:

CODICE
Structure Struttura
Elemento1 As Tipo
Elemento2 As Tipo
Elemento3 As Tipo
End Structure

Può essere privata (Private Structure) e dichiarata nella classe del form, o pubblica (Public Structure) ed essere dichiarata in un modulo o fuori dalla classe del form.

Come si può notare, all’ interno della struttura sono dichiarate delle variabili, che vanno a formare gli elementi della struttura. I tipi di questi elementi possono anche essere diversi, e gli elementi possono essere quanti si vuole. Per applicarlo al nostro esempio:

CODICE
Public Structure Io
MioNome As String
MiaEtà As Integer
MiaAbitazione As String
End Structure

Ora che abbiamo imparato a dichiarare una struttura, passiamo all’ utilizzo.

Utilizzo

Come si utilizza una struttura? Abbiamo visto che equivale alle variabili personalizzate di VB6, è il nome spiega da sè: sono un nuovo tipo di variabile, che viene utilizzato nel dimensionato di una di queste:

CODICE
Dim Variabile As Struttura

Nel nostro caso:

CODICE
Dim Persona As Io

Dopodichè, per richiamare gli elementi sarà sufficiente fare come con gli oggetti:

CODICE
Variabile.Elemento

Mettiamo che io voglia mettere le mie informazioni in delle texbox al caricamento del form. Presto fatto:

CODICE
Private Sub Form_Load()
Dim Persona As Io

Persona.MioNome = “Michelangelo”
Persona.MiaEtà = 15
Persona.MiaAbitazione = “Via Fasulla 123”

ShowInfo(txtNome, txtEtà, txtAbitazione)

End Sub

Dove ShowInfo() è una routine precedentemente dichiarata:

CODICE
Private Sub ShowInfo(Nome As Texbox, Età As Textbox, Abitazione As Textbox)
Nome.Text = Persona.MioNome
Età.Text = Persona.MiaEt
Abitazione.Text = Persona.MiaAbitazione
End Sub

Ciò può essere anche fatto con With:

CODICE
With Persona
.MioNome = “Michelangelo”
.MiaEtà = 15
.MiaAbitazione = “Via Fasulla 123”
End With

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Conversione di livello 3,3V-5V bidirezionale per bus I2C, SPI ed altro.

Sempre più spesso ci si trova nella condizione di dover collegare periferiche esterne ad un micro con voltaggi di IO differenti. Un esempio classico è il collegamento di una SD-CARD tramite SPI ad un micro con livelli a 3.3V.

Le soluzioni possibili sono svariate, la più semplice consiste nell’utilizzare un partitore con delle resistenze o di limitarsi a connettere direttamente uscite a 3.3V ad ingressi a 5V tolleranti, affidandosi ad una presunta stabilità del segnale di uscita che dovrebbe rimanere comunque sopra i 2,7V-2,8V per essere riconosciuto.

Tali soluzioni sono però da evitare poichè non affidabili e comunque non ottimizzate in termini di assorbimento o stabilità.

Un’altra soluzione è quella di utilizzare componenti integrati dedicati al level-shifting. Tali componenti esistono sia in versione monodirezionale che bidirezionale e assicurano la compatibilità tra i segnali di IO ad un costo però non sempre trascurabile e con un ingombro sul PCB che a volte risulta troppo esteso. Inoltre spesso ci si trova a dover prototipare un dispositivo al ‘volo’ con quello che si ha tra le mani in laboratorio: non sempre ci sono dei traslatori di livello a disposizione… quello che in genere non manca mai è qualche mosfet…

Connettività » Conversione di livello 3,3V-5V bidirezionale per bus I2C, SPI ed altro.

16 gennaio 2012
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Tag:breaking, conversione di livello, elettronica digitale, I2C, isolamento, level shifter, protezione, sd card, segnali, SPI, spotlight
Schedina di Sparkfun per convertire i livelli 3.3v 5v

L’utilizzo dei mosfet porta diversi vantaggi:

è economica
vengono utilizzati componenti generici e sempre disponibili
è possibile isolare intere sezioni del bus semplicemente togliendo l’alimentazione ai mosfets interessati
forniscono comunque una protezione della sezione a basso livello contro eventuali spikes nella sezione ad alto livello
logic level shifter 300×245 Conversione di livello 3,3V 5V bidirezionale per bus I2C, SPI ed altro.

Adattatore di livelli con BSS138
La figura sopra indica la configurazione base per la realizzazione dell’adattamento a mosfet. Viene usato un BSS138 per le dimensioni contenute e la genericità del componente. Naturalmente se si intende effettuare una conversioni con diversi e più alti dei 3.3V-5V si devono considerare le caratteristiche dei mosfets che debbono essere in grado di tollerare le tensioni in gioco.

Le resistenze di pull-up provvedono a fissare il segnale in entrambe le sezioni. I tre stati possibili sono:

Nessun dispositivo in entrambe le sezioni modifica lo stato del bus:
in tal caso sulle resistenze di pull-up non c’è passaggio di corrente e gate e source del mosfet sono allo stesso livello. Essendo Vgs sicuramente minore al voltaggio di soglia il mosfet non conduce ed entrambe le sezioni restano ad un livello alto, ognuna alla sua tensione di riferimento VL e VH.
Un dispositivo su SL impone un livello basso:
questo porta anche il source a livello basso mentre il gate rimane a VL. La Vgs porta il mosfet in conduzione e anche SH viene imposto a livello basso attraverso il mosfet. Entrambe le sezioni risultano a livello basso.
Un dispositivo su SH impone un livello basso:
attraverso il diodo del substrato di drain del mosfet la sezione SL viene innanzitutto portata ad un livello basso fino a che la Vgs risulta abbastanza elevata da portare il mosfet in conduzione.Adesso è la parte SH che si impone su SL ed entrambe le sezioni risultano a livello basso.
Qualsiasi mosfet può essere usato a patto che:

La tensione VH deve poter essere sopportata dal drain del mosfet
VL dipende dalla tensione di soglia Vgs del Mosfet che dovrebbe essere almeno più bassa di circa un volt la VL. Ad esempio se VL=3.3V un mosfet con Vgs <= 2V può essere tranquillamente utilizzato. Naturlamente le tensioni 3.3V e 5V sono solo un esempio, con questa configurazione e rispettando le condizioni di operatività del mosfet prima esposte possono essere traslati livelli con tensioni diverse. La configurazione dell’esempio provvede anche ad isolare la sezione VL da eventuali spikes nella parte VH attraverso il drain. Se quello di cui si ha bisogno è solo un isolamento con protezione di due sezioni di circuito è possibile imporre VL=VH fisicamente collegando i due terminali. Per isolare completamente la sezione SL del circuito è possibile imporre VL=0. In tal caso essendo sempre Vgs < tensione di soglia il mosfet non è mai in conduzione e le due sezioni sono sempre isolate. Naturalmente è bene verificare che la Vgs sia sufficientemente alta da risultare immune da disturbi. Anche in questo caso VL e VH possono essere uguali e il circuito può essere usato per isolare alcune sezioni del bus. Oltre al BSS138 possono essere usati adeguatamente altri mosfets, ad esempio: TIPO VGS(th) RDS(on) Ciss Package BSN10 min. 0.4V max. 1.8V 25 Ohm (typ) 15 pF TO-92 BSN20 min. 0.4V max. 1.8V 25 Ohm (typ) 15 pF SOT23 BSS83 min. 0.1V max. 2.0V 70 Ohm (typ) 1.5 pF (typ) SOT143 BSS88 min. 0.4V max. 1.2V 15 Ohm 50 pF (typ) TO-92 (null)

(null)

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